Nome: daniela fenice Sono una sognatrice,amo la vita,in ogni sua forma,mi piace molto leggere,sono curiosa,mi piace la danza, in particolare danza orientale,mi diverte raccontare favole ai bambini,credo molto nell'amicizia,sogno guardando un tramonto,il cielo stellato,il sorriso di chi mi è accanto...
" Bisogna vivere ogni giorno della nostra vita
come se per tutta la vita
avessimo atteso quel giorno,
perché il più bello è, forse,
quello che non abbiamo mai vissuto"
Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,
quanto il ricordo di un amico ,
la gioia della sua confidenza
o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui
con assoluta tranquillità,
appunto perché è amico.
Conforta il desiderio di rivederlo se lontano,
di evocarlo per sentirlo vicino,
quasi per udire la sua voce
e continuare colloqui mai finiti.
Dal ciclo dei mesi, dipinto dal Maestro Venceslao di Boemia
nei primissimi anni del '400, nella torre dell'Aquila
del castello del Buonconsiglio, a Trento.
Ogni mese dell'anno è illustrato nelle sue caratteristiche
sociali dell'epoca, mostrano la vita dei nobili,
le attività dell'agricoltura e della pastorizia,
con un continuo intreccio tra mondo cavalleresco e
mondo quotidiano.
* * *
Luglio è il settimo mese dell'anno secondo il
calendario Gregoriano ed è il secondo mese
dell'estate nell'emisfero boreale,
dell'inverno nell'emisfero australe.
Il mese fu chiamato così in onore di Giulio Cesare,
nato il 13 di questo mese.
Anteriormente nel calendario di Romolo,
era chiamato Quintile
Perdonami se ti cerco
così dentro di te.
Perdonami il dolore.
E' che da te voglio estrarre
il tuo migliore tu.
Quello che non vedesti
e che io vedo,
immerso nel tuo profondo,
preziosissimo.
La carità è paziente, è benigna la carità;
non è invidiosa la carità, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse, non si adira,
non tien conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre, tutto crede, tutto spera,
tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.
Kahlil Gibran "Prose Poems"